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sabato 16 marzo 2019

RECENSIONE | L' INVITATO di Massimiliano Alberti


Titolo: L' invitato
 
 Autore: Massimiliano Alberti
 
Genere: Narrativa contemporanea 
 
 Editore: Infinito Edizioni 
 
 Pagine: 218
 
 Anno edizione: 2018

L' opera prima di Massimiliano Alberti, è il brillante e sincero racconto autobiografico di Leonardo Belli, un giovane triestino che viene invitato dall'amico di sempre Tom a raggiungerlo nella lussuosa e variopinta Vienna, con l'incarico di collaborare alla gestione di una nuova galleria dedicata alla Pop Art. In particolare, il suo compito dovrebbe essere quello di scrivere delle recensioni,
ma il suo carattere schietto si scontrerà sin da subito con l'ambiente circostante, provocando non pochi problemi all'ambizioso amico, che dovrà fare i conti con eccessi e situazioni decisamente imbarazzanti.
A completare il trio, arriverà anche il timido Kevin, amico di vecchia data e compagno di mille avventure in quel di Trieste di entrambi. Riusciranno “i tre
moschettieri”, a concentrarsi sull'ambizioso progetto della galleria, senza perdersi in litri di bollicine, fiumi di parole e inaspettati colpi di fulmine?

Avanti, vi ho detto. Entrate! Probabilmente abbiamo pensato la stessa cosa in tre, stavolta. Ma badate bene, dovete andarvene prima delle nove; non vorrei mai che la donna delle pulizie ci trovasse a letto insieme. Sarebbe imbarazzante e chissà cosa potrebbe pensare”.
Tranquillo Tom. Allora ce ne andremo p-per le dieci”, disse Kevin.
Bada, ho detto. Vedete di non farmi incavolare! Ora sistematevi sotto le coperte e vedete di dormire. Ho un sonno pazzesco”.
Tom?”, chiesi.
Dimmi...”.
Che cosa ne pensi della nostra amicizia?”.
Direi che siete un brutto difetto. E come tutti i brutti difetti, è meglio imparare a conviverci”.

In questo dialogo è presente tutta la cortese ironia che contraddistingue il romanzo, ed esprime con limpidezza i tratti di un'amicizia solida e libera dagli schemi, in piedi da anni nonostante le evidenti differenze caratteriali e sociali. Fra i tre, Tom ricopre il ruolo del conduttore. Maturo e sicuro di sé, cerca di gestire gli altri due, detta le regole e cerca di tenerli al guinzaglio. Kevin è il classico tenerone, apparentemente ingenuo ma detentore di imprevedibili slanci. E poi c'è il narratore, il personaggio principale, il cuore pulsante: Leonardo, per gli amici “Leo”.

Approcci complicati

Leo si fa notare sin dalle prime pagine per l'indole anticonformista e per l'onestà con la quale racconta la sua storia strampalata. In un primo momento ho provato una leggera avversione verso di lui e verso il suo comportamento ingrato. Proseguendo con la lettura l'opinione è mutata, perchè ho appurato che sotto la corazza da impiastro affiora chiara l'immagine di un inguaribile sognatore, di un cuore puro. Quando Leo si innamora perdutamente dell'intoccabile e glaciale Margarida, la corteggia comportandosi come farebbe un adolescente alle prime armi, senza perdere la tenacia tipica dei romantici, senza perdere di vista l'obiettivo, costi quel che costi.

Ma cosa si nasconde dietro alla nostra immaginazione? Può darsi anche che io sia un romantico frustrato, un derelitto mentale che si nutre ancora di sentimenti campati in aria e un organismo fatto di carne e vasi sanguigni in continuo fermento; un ometto dalle mani mangiucchiate, che le tiene sempre chiuse per non farle vedere; un incompreso, un pazzo, uno stupido, un diabolico oppure, più semplicemente, un uomo, incapace d'esprimere il suo pensiero; ma quello che conta, però, è che saprei ricordare ogni cosa e ogni odore di quelle mura. E quando mi capita di andare a perdere tempo in uno di quei disarmanti centri commerciali per la casa, cerco le sue sedie, il suo tavolo, le sue lampade, la sua televisione e, con vane speranze, anche il suo viso tra la folla.”

Un personaggio fuori dagli schemi quindi, una sorta di “giovane Holden” dei nostri tempi, indisciplinato e genuino, che riflette su tutto, contrariato da un mondo imperniato sull'apparenza, più che sull'essenza.

Ricercatezza

Tra i tanti e coloratissimi personaggi, sono rimasta particolarmente colpita dal ruolo del pianista Eberhard. Un personaggio secondario, che interviene e si impone con il sussurro tipico di un “grillo parlante”. Custode di un passato amaro, manifesta il fascino dell'artista malinconico, che sa stregare con note dolenti e al contempo carezzevoli.

Proprio di fronte, dietro una finestra dalle tende bianche di stoffa leggera che si muovevano come tentacoli a ogni alito di vento, un uomo in abito scuro sedeva al pianoforte, ondeggiando le mani sopra i lunghi tasti bianchi. A chi erano dedicate quelle note che non riuscivo a sentire? Ci si poteva veramente innamorare in ogni città del mondo? E se la risposta era certa, allora, dove si trovava lei adesso? Era forse seduta al parco a osservare i meravigliosi colori della primavera? Oppure se ne stava nascosta sotto uno di quei tetti, a leggere un libro ignara della mia esistenza?”

Lo stile di Massimiliano Alberti è decisamente ricercato, poetico, ricchissimo. Nonostante la trama decisamente goliardica, le grottesche vicende dei personaggi che girano intorno alla galleria si arricchiscono di un secondo livello più profondo, che tocca argomenti cruciali quali la solitudine, la malattia, la disabilità, la vecchiaia, la morte. Si respira un'atmosfera luccicante e al contempo amara, molto vicina a quella che si percepisce leggendo “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald.

Forse non si è mai così fragili, come quando coviamo il terribile sospetto che vicino a noi ci siano persone informate su di una nostra debolezza.”

Un esordio coi fiocchi

Faccio i miei complimenti a Massimiliano Alberti, un autore che promette molto bene e che tornerà presto a far parlare di sé, in quanto sta già lavorando al seguito de “L'invitato”. Un plauso speciale va anche alla casa editrice Infinito Edizioni, che ha saputo curare nei minimi dettagli il libro, impreziosendolo anche con un'appendice fotografica su Steve Kaufman.

NOTE SULL'AUTORE

Massimiliano Alberti nasce a Trieste nel 1979, in quel cantuccio di terra cosmopolita che ha fatto da arena a molti artisti e scrittori di fama internazionale, come James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba.

Non ancora finito di terminare gli studi universitari, è assunto in una delle aziende più importanti nel mondo del caffè. Il lavoro, però, lo porta a trascorrere molto tempo via da casa, dove nei momenti di solitudine coltiva la passione per i libri e la scrittura; l’amore per la sua azienda, rinomata per la continua ricerca dell’eccellenza, influenza non di poco il suo futuro modus operandi. Se il miglior espresso deriva da un’attenta selezione fatta chicco per chicco, così lui studia altrettanto parola per parola.

Nipote dello scultore Tristano Alberti, cresce fra i bozzetti, i quadri e le statue del nonno. L’influenza artistica, dunque, lo incoraggia a prendere la penna fra le dita sino a trasformare i suoi pensieri in uno scritto. E il 24 maggio 2017, Infinito Edizioni accetta la sua proposta alla pubblicazione.

L’invitato è il suo romanzo d’esordio, alla cui scrittura ha dedicato anni della sua vita.

LA MIA VALUTAZIONE: ⭐⭐⭐⭐ / 5

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